MODENA - Una mostra fotografica diventa atto di resistenza civile contro il decreto sicurezza
Il 29 maggio, la città di Modena ospiterà #ARRESTAMI, un'inquietante mostra fotografica che proietta i visitatori in un futuro distopico, dove le libertà civili sono state progressivamente erose e la dissidenza è criminalizzata.
L'esposizione, visibile anche su Instagram (@arrestami2025), presenta una serie di foto segnaletiche in bianco e nero di cittadini comuni arrestati durante una manifestazione pacifica LGBTQ+ immaginata per il 22 ottobre 2025, esattamente 103 anni dopo la marcia fascista su Roma.
Secondo la narrazione creata dagli organizzatori, queste immagini sarebbero state "hackerate" dai server del Ministero degli Interni, dove una fantomatica "Polizia Morale" avrebbe catalogato attivisti, manifestanti e semplici cittadini fermati per aver esercitato il diritto di protesta.
La mostra intende evidenziare come l'attuale DL Sicurezza, con la criminalizzazione della resistenza passiva, l'inasprimento delle pene per il blocco stradale durante le manifestazioni, e le nuove norme che rendono punibili anche forme di protesta pacifica, rappresenti un potenziale slittamento verso un controllo autoritario della dissidenza.
"Oggi tocca agli attivisti LGBTQ+, domani a chi?" è la domanda provocatoria al centro dell'esposizione, che invita i visitatori a riflettere su come l'accettazione di piccole limitazioni alle libertà possa gradualmente condurre alla loro completa erosione.
L'aspetto interattivo dell'iniziativa prevede che il pubblico, in mostra o da casa, possa partecipare creando il proprio "arresto". Basta un foglio A4 orizzontale con la scritta "#ARRESTAMI" e sotto la propria condizione: "madre separata", "studente senza casa", "manifestante", "gay", "pacifista" o qualsiasi altra categoria potenzialmente a rischio in un futuro di restrizioni.
Durante i giorni dell'esposizione, sarà presente in mostra un set fotografico dove i visitatori potranno farsi ritrarre in stile "foto segnaletica", contribuendo così direttamente all'ampliamento del progetto.
Gli organizzatori sottolineano come l'urgenza del messaggio non sia una critica partitica, ma un invito alla vigilanza democratica: "Non si devono accettare piccole limitazioni alle libertà di opinione e di protesta, perché lentamente vengono erose tutte. Bisogna opporsi subito, in ogni modo possibile".
Le immagini, nella loro cruda essenzialità, rappresentano un monito visivo contro l'indifferenza e l'assuefazione alla graduale erosione dei diritti civili che, come insegna la storia, raramente avviene con drammatiche rotture istituzionali, ma più spesso attraverso incrementali normalizzazioni di pratiche restrittive.
Il progetto artistico, nato dalla visione del fotografo italo-francese Fabrizio de Gennaro che ne ha curato personalmente tutti gli scatti, trova spazio grazie al supporto organizzativo di Arcigay Modena "Matthew Shepard".